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Presenzano

Il Top della Tappa
Palazzo Ducale dei duchi Del Balzo
Piazza dei Caduti, dalla quale si gode di una vista incredibile sulla valle
Chiesa di San Nicola, risalente al XIV secolo, la più antica del paese.
Chiesa Santissima Annunziata, di origine romanica
Castello (ruderi), la sua edificazione risale all’epoca longobarda

Peccati di gola
Nocciola
Mela annurca
Carne bovina
Lupino gigante

 

 

dalla stazione di Tora - Presenzano 4.7 km
  • Regione
  • Comuni attraversati
    Presenzano
  • Distanza
    dalla stazione di Tora - Presenzano 4.7 km
  • Modalità
    a piedi, in bicicletta
  • Livello di difficoltà
    facile
  • Included
    Tappa 2
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Presenzano - storia
Oggi la città di Presenzano occupa la parte nord occidentale della piana del fiume Volturno. La sua nascita è da attribuire alla popolazione pre-romanica dei  Sanniti  che edificarono la prima rete di insediamenti fortificati sulle alture, allo scopo di difendere il luogo dagli attacchi nemici. Nel 326 a.C. l’Antica Rufrae cadde nelle mani dei Romani. Tra il II e il I a.C. Rufrae venne spostata e organizzata in vici, cioè aggregati di case e terreni.  La città di Presenzano è da sempre stata una città di “cammino” infatti già dai tempi in cui veniva indicata con il toponimo sannita “Antica Rufrae” essa era posta a sentinella delle importanti arterie viarie tra l’Abruzzo e la costa tirrenica ed è anche per questo motivo che il “Cammino di San Francesco Caracciolo” l’ attraversa. In epoca medioevale nasce il nome Presenzano, proprietà di Praesentius, da lì in poi furono molte le famiglie che la dominarono e governarono, tra queste i Caetani d’Anangni, i d’Aquino, i d’Avalos etc. L’abitato in epoca medioevale si spostò sul colle, dove ancora oggi troviamo i ruderi di un castello da cui dominò Pandolfo di Teano, i Baroni d’Avalos e i duchi del Balzo. A questi ultimi si deve anche il Palazzo Ducale del XVII secolo. Il Castello di Presenzano è la prova della valenza strategica della posizione. Questo luogo infatti fu edificato per ricalcare l’antecedente fortificazione sannitica, mantenendo il suo ruolo difensivo anche nel periodo della dominazione longobarda, sveva e angioina. Nel Cinquecento, i d’Avalos consegnarono Presenzano e Vairano a Giovanni Vincenzo Cossa e, nello stesso tempo, il feudo fu separato da quello di Vairano, andando ai Del Balzo. La regione dell’antica Rufrae, dal punto di vista ambientale e morfologico, era caratterizzata dall’abbondanza di acqua, grazie al lago di Vairano e al lago delle Corree. Questi, situati ai margini della piana, erano dalla parte opposta del cosiddetto Bosco di Presenzano, del quale oggi non vi è nessuna traccia.
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Presenzano - i prodotti
La piana intorno al borgo medioevale di Presenzano è da sempre vocata alle produzioni agricole, da quelle necessarie nell’antichità al sostentamento quali cereali e canapa alle attuali colture da reddito in particolare frutta e frutta secca (nocciole, noci, e salendo di quota castagne). Fin dall’antichità, il nocciolo è stato coltivato per i suoi preziosi frutti dall’alto valore nutrizionale, che costituivano una fonte di energia sicura e immediata. L’avevano capito bene gli antichi greci e i romani, per i quali questa pianta simboleggiava benessere e felicità, ed oggi questa importante produzione di Nocciole trova tra Presenzano e Teano una grande espressione. La frutticultura tradizionale è centrata sulla valorizzazione della Mela annurca che qui trova un microclima ideale per la sua coltivazione e arrossamento. La mela Annurca è considerata la “regina delle mele”, per le sue proprietà nutritive ed organolettiche. Il suo nome, caratteristico, deriva da “mela orcula”, prima denominazione del frutto, di epoca romana, (poi successivamente orcola, anorcola e annorcola), derivante dall’area di origine campana, la cosiddetta zona dell’Orco. Di dimensioni medio piccole, quindi ridotte rispetto alle mele più grandi tipiche del nord Italia, la mela annurca è caratterizzata da forma tondeggiante leggermente appiattita, buccia liscia e cerosa e un colore rosso vivo e brillante, sfumato di arancio verso il picciolo. La polpa, di colore bianco, si presenta compatta, croccante, succosa e molto profumata, con un sapore molto aromatico, che cambia a seconda delle varietà. L’antica vocazione alla cura del bestiame resta nelle molteplici realtà dedite all’allevamento nella zona di Presenzano da cui si ottengono ottimi prodotti caseari (in particolare da latte di bufala) e ottime carni grazie alla salubrità dei pascoli e all’abbondanza di foraggi reperibili in zona. Importante è anche la produzione di uova. Presenzano è nell’areale di produzione del Lupino gigante di Vairano Presidio Slow Food.
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Presenzano - da visitare
Piazza dei Caduti, dalla quale si gode di una vista incredibile sulla valle e si può ammirare sia parte del Molise che alcuni comuni del Casertano. Chiesa di San Nicola, risalente al XIV secolo, come testimoniano i registri delle decime dei primi anni del 1300. Dedicata a San Nicola di Bari, santo patrono di Presenzano, è la più antica del paese. Chiesa Santissima Annunziata, di costruzione romanica, la chiesa della S.S. Annunziata, oggi come Chiesa Madre in quanto sita al centro del paese, risulta essere costruita nel secolo XVI circa e trasformata man mano nel tempo fino al 1934-1936 dove si può notare anche l'inserimento dell'abitazione del parroco Nella chiesa della S.S. Annunziata sono presenti due grandi dipinti sotto la soffitta che rappresentano il mistero dell’Annunciazione. In fondo ai 4 spigoli della soffitta dell’abside vi sono 4 dipinti antichissimi, figure di alcuni personaggi della Bibbia. Castello di Presenzano, la sua edificazione risale all'epoca longobarda, ma il primo documento che lo riguarda è del 1091, nel periodo Normanno. Costituito da un imponente torre maestra di impianto quadrangolare con alla base una spessa scarpata intorno a cui si ergono i resti di spesse mura. I ruderi dominano il punto più alto del cosiddetto Monte Castello (370 m s.l.m.) alle falde del Monte Cesima. Il Castello di Presenzano non rappresenta un episodio isolato, ma è parte di un più ampio circuito di torri e castelli di epoca soprattutto normanna, che dominano sul territorio dell’Alto Casertano. Oggi restano solo i ruderi del Castello, ma è bellissimo immedesimarsi nelle storie di un tempo e ripercorrere il ruolo di fortezza che rappresentava
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Presenzano - focus
L’ imponente Palazzo Ducale dei duchi Del Balzo è un bellissimo palazzo che si può ammirare nel cuore di Presenzano costruito nel XVII secolo che si articola in un piano terra dove si apre il portale a semplice fascia con lo stemma della famiglia Del Balzo; più su finestre a fascia girata e una sequenza di balconi con decorazioni ai lati. Ed è proprio in questo palazzo  che il 25 ottobre del 1860 passò la notte il Re d’Italia Vittorio Emanuele II all’indomani dell’incontro con Garibaldi a Taverna Catena. Oggi il palazzo sede di ricevimenti è circondato da immensi e curatissimi giardini.
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Presenzano - lo sapevi che
Nel contesto del centro storico di Presenzano, attraverso le sue vie ed i suoi scorci ogni anno si dedica un evento “il Borgo dei Briganti “  una festa dedicata ai briganti dove numerosi figuranti intonano canti tipici accompagnati da strumenti della tradizione popolare che accompagnano i visitatori alla scoperta di antichi mestieri, delle cantine che offriranno calici di vino locale, degli stand gastronomici che prepareranno piatti della tradizione locali. Un evento di rievocazione storica per una tradizione fortemente radicata nel borgo di Presenzano.

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